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Per guidare con mano sicura la nostra fantasia, un pò di teoria…

Alcune TECNICHE GRAFICHE

LA MATITA

La matita è il mezzo più comune per disegnare, essa è formata da una parte di grafite, la mina, rivestito di legno o inserito in un portamine di metallo o di plastica. La matita con la mine di grafite fu ideata da N.J. Contè, verso il 1790.

Ci sono mine di diversa durezza, quelle morbide sono segnate con la lettera B (black dall’inglese) e si differenziano in ordine crescente di borbidezza, in B, 2B, 3B, 4B, ecc

Le mine B, 2B, 3B, ecc producono un tratto molto morbido e scuro, si usano in genere su carte ruvide per disegni artistici e per il chiaroscuro.

Quelle nere sono segnate con H (hard dall’inglese); si differenziano, in ordine crescente di durezza, in H, 2H, 3H, 4H, ecc in ordine di durezza.

Le mine H, 2H, 3H, ecc producono invece un segno duro e più chiaro, grigio, e sono utilizzate per i disegni geometrici, con gli strumenti e come supporto carta liscia.

I tratti ottenuti con le matite morbide si cancellano più facilmente rispetto a quelle ottenute con la matite dure.

IL PASTELLO

Il pastello è tra gli strumenti più utilizzati per disegnare e colorare. Il pastello è composto da un bastoncino di pasta colorata. Viene detto comunemente “matita colorata”. Il pastello si usa in genere su cartoncini ruvidi, e si fissa con un fissativo. I tratti dei pastelli si possono sovrapporre con tratteggi per ottenere colori piatti o sfumati.

PASTELLI OLEOCEROSI

I pastelli a cera e ad olio vengono detti pastelli oleocerosi, dove la cera e l’olio sono gli ingredienti principali dell’ impasto.

Con i pastelli a cera si ottiene un colore più pastoso e lucente rispetto ai pastelli. Usati su carta ruvida l’effetto è più sgranato.

GLI INCHIOSTRI

L’inchiostro è una sostanza nera o colorata, generalmente si usa su carta con penne o pennelli, l’effetto che si ottiene è preciso e pittorico. Il disegno ad inchiostro non può essere cancellato come una matita, per questo bisogna essere sicuri ed avere una mano ferma nel tracciare i segni grafici. L’inchiostro conosciuto dagli egizi fu usato soprattutto dai cinesi, che per primi inventarono la carta, si trattava di inchiostro solido che all’occorrenza veniva sciolto. Si deve ai tedeschi l’invenzione dell’inchiostro liquido la famosa “china”, che viene usata per la sua lucentezza e scorrevolezza. L’inchiostro sfumato con acqua produce effetti chiaroscurali e sfumature.

LA PENNA

La penna e il pennello sono trai mezzi più antichi per scrivere con l’inchiostro, usati anche per disegnare. Le prime penne furono usate dai Greci e dai Romani, ricavati dallo stelo del papiro e del calamo, poi si usarono penne d’uccelli, penne d’oca, solo intorno al 1830 si ebbero le prime penne d’acciaio. Verso la fine dell’ottocento furono inventate le penne stilografiche, quelle con una carica d’inchiostro, e nel 1943 l’ungherese Laszlo Biro inventò le penna a sfera.

La penna ottimo strumento grafico, permette di disegnare, scrivere, ottenere tratteggi e una varietà di segni grafici.

La penna col pennino, è in grado di ottenere tratti grafici significati di diverso spessore dato dallitensità della pressione data.

PENNARELLO

Il  è la penna più usata per colorare, specie tra i bambini ed i grafici pubblicitari. La punta è in feltro, e si riempie di inchiostro dal cannello come un serbatoio. Il pennarello ha una resa brillante dal tratto nitido. Le punte sono di vario spessore, ed in commercio se ne trovano di molti tipi. Combinando assieme i vari tratti ottenuti da punti grosse e fini il risultato è molto plastico con effetti di chiaroscuro.

L’INCISIONE

L’ incisione è una tecnica che consente di riprodurre da una matrice molte stampe di uno stesso disegno.

Sulla matrice si incide il disegno, dopo averlo generalmente schizzato a parte su un foglio.

L’incisione prende vari nomi a secondo del supporto utilizzato, se la matrice è in legno si parla di “xilografia” se si linoleum è la “linoleografia” se la matrice è in metallo è la tecnica dell’ “acquaforte” con la matrice in pietra la “litografia” ecc.

LA STAMPA

Ogni matrice, in base alla tecnica di incisione utilizzata, viene inchiostrata e pressata su un foglio di carta sulla quale vengono impressi i segni nel quale è stato depositato l’inchiostro. Naturalmente in base al tipo di matrice utilizzata, cambiano gli strumenti per inciderla. In disegno su ogni tipo di matrice viene inciso rovesciato, per questo per vedere il risultato finale in disegno lo si può guardare ad uno specchio.

Le stampe che spesso vengono vendute, sono numerate dalla prima all’ultima ponendo al numeratore la copia appena attenuta e al denominatore il numero di copie complessive.

La stampa per matrici può essere a colori o in bianco e nero, nel primo caso per ogni colori si prepara una matrice.

LA XILOGRAFIA

La xilografia e tra le tecniche incisorie più antiche, è nata in Cina, e si è diffusa in Europa verso il 1360. La tecnica della xilografia la matrice di legno. Inizialmente tali matrici furono usate per le incisioni di stampa su stoffa con immagini religiose. Poi per la carte da gioco, che prima di questa tecnica venivano interamente decorate a mano. La xilografia è una tecnica molto semplice ed anche economica. Perché dalla matrice in  legno si ricavano molte copie, per la resistenza del materiale. Inventati i caratteri a rilievo nel 1450, è stato possibile aggiungere alle immagini anche la parte scritta. Da qui furono stampati i primi libri, e la xilografia fu la tecnica maggiormente usata per la stampa.

LA LINOLEOGRAFIA

La linoleografia usa lo stesso procedimento della xilografia, ma la tavoletta in legno è sostituita dal linoleum, un materiale duttile e facile da incidere.

L’ACQUAFORTE

L’acquaforte, è una delle tecniche più utilizzate dagli artisti per le stampe raffinate e grafiche. Usata già nel 1500, questa tecnica fu largamente usata nel millesettecento. La matrice utilizzata è in metallo. Sulla matrice metallica si stende un sottile strato di vernice a base di cera, sulla quale viene inciso il disegno. Il disegno ottenuto è molto grafico perché il tratto non viene inciso direttamente sulla lastra, ma sullo strato di vernice. La lastra viene immersa in un bagno di acido nitrico ed acqua (anticamente veniva detto l’acquaforte), l’acido colpisce solo le parti incise, e in base al tempo di immersione i tratti risulteranno più o meno sottili. La stampa si esegue con un foglio di carta inumidito.

LA LITOGRAFIA

La litografia, inventata verso la fine del millesettecento, fu inventata per stampe a colori. La litografia usa una matrice di pietra, dove vengono tracciati i segni da inchiostrare con inchiostro litografico.

L’artista che disegna direttamente sulla pietra determina in anticipo il risultato finale. La lastra in pietra è stata sostituita da una lastra in metallo.

Alcune TECNICHE CROMATICHE


LA PITTURA MURALE

La forma più antica di rappresentazione pittorica è la pittura murale eseguita dagli uomini paleolitici che amavano decorare le loro grotte con disegni raffiguranti scena di caccia e figure umane. Oggi la pittura murale prende il nome di “murales” i disegni arredano le città con spirito ed ironia spesso segno di protesta o necessità di comunicare. Vengono usati in questa arte, i colori acrilici  perché resistenti agli agenti atmosferici.

L’AFFRESCO

L’antica tecnica dell’affresco risale agli Egizi. L’Affresco è la tecnica di pittura murale che ha avuto maggiore applicazione, usata per grandi rappresentazioni sacre e mitologiche. L’affresco prevede resa veloce, perché i colori vanno stesi prima che l’intonaco a contatto con l’aria incominci a solidificarsi e quindi a fissare i  colori. Come si procede, si esegue il disegno preparatorio sull’intera zona da affrescare, poi si passa ad intonacare solo la parte interessata per evitare che il dipinto si asciughi prima che il disegno sia finito. Quindi si intonaca solo la parte che si prevede di dipingere in una giornata, dal Duecento queste zone si chiamano appunto “giornate”, tecnica usata da Giotto.

Verso il Quattrocento il disegno fu realizzato su un foglio di carta, e reso resistente con acqua, si bucherellava il disegno seguendone il contorno con una punta metallica, poi il disegno veniva messo al muro e “splolverato” con polvere di carbone, in modo che sul muro comparissero i segni di contorno filtrati dai forellini. Poi si passava alla stesura del colore sull’intonaco fresco. Delle tante tecniche usate per l’affresco, l’itroduzione del bozzetto, nel Cinquecento è stato il passo migliore come studio del progetto prima della realizzazione.

L’ACQUERELLO

L’acquerello è una tecnica antica, risalirebbe al II sec. a.C. , ma in Europa viene usato agli inizi del Settecento, lo vediamo nella rappresentazioni di paesaggi inglesi.

In Occidente, l’acquerello veniva usato con gli inchiostri diluiti in acqua, utilizzando la stessa tecnica.

L’Acquerello è ottenuto con pigmenti di colore mescolati con acqua che sulla carta hanno la resa grazie al collante della gomma arabica. La particolarità dell’acquerello e che i colori risultano delicati e trasparenti per la gran quantità d’acqua che serve per diluire il colore. Inoltre i colori una volta asciugati è difficile modificarli,  l’acquerello necessità per questo di una pennellata sicura e veloce.

Ci vuole grande esperienza per usare l’acquerello.

IL GUAZZO

Il guazzo ha la stessa composizione dell’acquerello, ma differenza è nel bianco opaco, che rendo il colore più corposo, e per questo più adatto alle superfici di grandi dimensioni.

E’ stato utilizzato per le decorazioni delle scenografie teatrali, per la grande rapidità di essiccazione del colore e per la semplicità dell’uso.

LA TEMPERA

La tempera fu usata già nel Medioevo per la pittura delle tavole lignee, dove i supporti venivano opportunamente preparati con uno strato di gesso la cosiddetta “imprimitura”. Nell’Ottocento si usava invece stendere uno strato di vernice trasparente sull’opera finita a tempera per proteggere la superficie, ma anche per dare una sensazione di profondità.

Nella tempera le colle animali, gomme e rosso d’uovo fissano il colore, vengono utilizzate terre colorate che mescolate con acqua hanno una resa piatta e corposa.

LA VETRATA

I Romani furono i primi ad usare i vetri colorati, ma solo nel Medioevo si diffuse in Europa la vetrata, la ricordiamo soprattutto nelle chiese gotiche. Le vetrate dipinte sono realizzate da vetri colorati, tenuti da contorni di piombo ed inseriti in telai di metallo applicati alle ante delle finestre. La bellezza e l’importanza delle vetrate è data dal fatto che un ruolo importante gioca la luce che ne accentua il fascino ed i colori.

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